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Burano, l’isola cromoterapeutica della laguna di Venezia

Aggiornamento: 23 dic 2020

Burano è l’isola della laguna di Venezia famosa in tutto il mondo per l'antica tradizione merlettaia.

Sin dal 1500 questa attività contribuì al sostentamento dell'isola e col tempo ne divenne il fiore all'occhiello, grazie alla sapiente maestria delle donne. Mentre gli uomini si dedicavano alla pesca, esse affinavano l'arte del ricamo con il tombolo, tramandandola di generazione in generazione, fino a portarla ai tempi della Serenissima ai massimi splendori. Con ago e filo tutt'ora vengono create delle vere opere d'arte, esposte in vendita nei classici negozietti turistici.


Ma attenzione, pur essendo il motivo della notorietà dell'isola, a Burano non ci sono solo merletti! Dove li mettiamo i “Bussolai buranei”, i tipici biscotti al burro? E il campanile storto, che a causa di un cedimento del terreno, sembra voglia crollare da un momento all'altro?


Ma c'è ben altro! La cosa che più affascina di quest'isola, sono i suoi colori: le case infatti, tutte della stessa altezza, hanno la particolarità di essere dipinte di colori vivaci, giallo, lilla, rosso, verde, blu, arancio, rosa, azzurro ...una policromia che crea effetti davvero suggestivi.

Burano

La motivazione poi è curiosa, giacché si dice che ognuna fungesse da “faro” nella nebbia per i pescatori che, al rientro dalle lunghe battute di pesca, potevano facilmente riconoscere la propria abitazione anche da lontano, nella nebbia fitta che spesso avvolge la laguna.

Burano

Qui si respira un aria di pace e tranquillità. I bambini giocano nelle calli senza pericoli, qualche anziano esce a far la spesa, il bucato è steso al sole, i pescatori vendono il loro pesce fresco lungo le rive, le signore chiacchierano sedute fuori dalle proprie abitazioni o si ritrovano nei campielli a ricamare con il loro tombolo.

Burano

Camminare e “perdersi” nelle calli, callette e lungo le rive è d’obbligo. Non seguite itinerari prestabiliti, ma lasciatevi incuriosire da ogni angolo e guidare dal vostro istinto; svoltate a casaccio, un po' di qua e un po' di là, alla ricerca di angolini che vi incanteranno. Incontrerete scorci da fotografare e vi divertirete a contare quanti colori annoverano le casette. Praticamente una sessione di cromoterapia gratis!

Girovagando vi imbatterete prima o poi nella Casa de Bepi suà, l’unica che non è dipinta di un solo colore; sbucherete sicuramente nella Corte della Comare, un vero gioiellino; costeggerete le rive del Rio Terranova dove vi sembrerà di toccare l'arcobaleno.

Burano

Uno dei punti più scenici si ha dal ponte di legno che congiunge tre rive, ai “Tre Ponti” appunto: da sopra di esso si può ammirare un paesaggio incredibile a 360 gradi, con i colori delle case che si riflettono sui canali, la pescheria e il campanile storto che sovrasta l'isola.

Burano

In Piazza Galuppi, l’unica piazza in tutta l’isola, trovano posto la chiesa di San Martino Vescovo, il campanile, la Cappella di Santa Barbara, il pozzo in pietra d’Istria, il Palazzo del Municipio e il Museo del merletto.

Burano

Da qualche parte un giorno lessi che "Burano mette allegria" e che per questo veniva considerata l'isola "felice". Effettivamente c'è del vero, ci si trova a passeggiare con il sorriso stampato sul viso...ecco spiegato perchè l'ho definita l'isola cromoterapeutica.

Burano

Allungatevi poi fino all'Isola di Mazzorbo, che è collegata a Burano dal ponte longo. Questa è una zona decisamente più rurale e un po' meno turistica dove poter fare una bella passeggiata nei campi e nelle vigne, oltre a visitare la chiesa di Santa Caterina.

Mazzorbo Burano
Mazzorbo
Mazzorbo
Chiesa di Santa Caterina

E non dimenticate di assaggiare le Castraure, ovvero il primo frutto della pianta del carciofo che, grazie alla salsedine di cui è impregnato il terreno, qui cresce con un sapore speciale, una vera bontà!


Informazioni pratiche:

Trasporti: L’isola di Burano è raggiungibile solo in barca. Potete prendere uno dei moltissimi tour organizzati (che solitamente abbinano le tre isole del nord della laguna, Murano, Burano e Torcello), oppure arrivarci in autonomia con i mezzi pubblici: da Venezia città con i vaporetti Actv o dalla terraferma, con la motonave dall'imbarcadero di Cavallino Treporti.


Ristoranti: ce ne sono moltissimi, tutti offrono succulente specialità a base di pesce. Alcuni sono davvero molto cari, altri un po' più abbordabili: controllate sempre il menù prima di sceglierne uno per non trovarvi poi con la sorpresa di un conto che potrebbe rovinarvi la giornata. Se riuscite invece ad organizzarvi con “un pranzo al sacco”, non mancate di fermarvi in una delle pasticcerie per assaggiare i "Bussolà" o le "Esse".


Quando andare: l'isola non è molto grande e in una giornata si riesce a scoprirla davvero tutta. Il mio consiglio è di visitarla in primavera, quando le giornate sono belle e calde, ma ancora l'afa non ha preso il sopravvento. Ma anche l'inverno ha il suo fascino, per chi lo sa cogliere: l'atmosfera sarà unica, quando la nebbia avvolge tutto e l'isola, completamente svuotata dai turisti, è avvolta dal silenzio e dal grigiore dei caìgo veneziano.


Burano

Curiosità: La leggenda narra che un tempo lontano a Burano abitasse Nicolò, un bel giovane pescatore, considerato lo scapolo d’oro dell’isola: tutte le ragazze lo volevano ma lui aveva occhi solo per Maria, la sua fidanzata.

Pochi giorni prima delle nozze Nicolò si trovava in mare a pescare quando cominciò a sentire un canto dolcissimo… In breve vide la sua barchetta circondata da un gruppo di donne bellissime: erano Sirene.

Egli, però, non si fece incantare e nella sua mente comparve subito l'immagine di Maria; la regina delle Sirene rimase davvero colpita dall'amore che Nicolò provava per la sua fidanzata e con un colpo della coda colpì il fianco della barca: con la schiuma che si creò, prese forma un elegantissimo velo nuziale per la giovane sposa.

Arrivato il giorno delle nozze, la ragazza fu ammirata ed invidiata da tutte le giovani dell’isola. Questo diede il via ad una sorta di competizione: tutte le giovani cominciarono ad imitare il merletto del velo donato dalla Regina del Mare, utilizzando ago e filo sempre più sottili, nella speranza di creare un ricamo ancora più bello per i propri abiti da sposa.


Burano
Burano
Burano

Spero che il mio post vi abbia fatto venir voglia di vedere da vicino quest'isola ricca di tradizioni e di storia.

Se vi serve aiuto ad organizzare il tutto ..eccomi qui!

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