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Oasi di Cà di Mezzo, una piacevole gita fuori porta nel Veneto tra natura e storia

Realizzata dal Consorzio di Bonifica Adige-Bacchiglione per affidare alla fitodepurazione le acque reflue, l'Oasi di Cà di Mezzo è un angolo lasciato completamente nelle mani della natura che si estende per circa 30 ettari a Codevigo, il comune più orientale della provincia di Padova.

Oasi Cà di Mezzo

Anche se l'Oasi di Cà di Mezzo avrebbe bisogno di qualche lavoretto di messa in sicurezza di alcuni punti (i ponti, oggi non accessibili), mi ha conquistato proprio per il suo aspetto naturale, dove l'intervento dell'uomo, non ha preso il sopravvento lasciando invece spazio all'avifauna che qui vi ha trovato casa.

Il centro visitatori è gestito dai volontari di Lega Ambiente di Piove di Sacco ed ha degli orari prefissati, mentre l'entrata all'Oasi di Cà di Mezzo è sempre aperta.

L' area è nata con l'intento di depurare l'acqua in modo del tutto naturale attraverso un complesso sistema di bacini, canali e isole dove i solidi sospesi, assieme al fosforo e ai metalli pesanti, possono sedimentare grazie alla riduzione di velocità dell'acqua e all'intricata vegetazione palustre.

I canneti in particolare, hanno la capacità di sottrarre l'azoto dall'acqua e liberarlo nell'atmosfera in forma non dannosa per l'ambiente.

 

FITODEPURAZIONE: la fitodepurazione è un trattamento biologico nel quale le piante depurano le acque per azione dei batteri che stanno sulle radici. A Cà di Mezzo è stato possibile diminuire notevolmente la quantità di nutrienti e inquinanti portati dal fiume: l’area umida di Ca’ di Mezzo è infatti in grado di filtrare e sottrarre alla Laguna circa 50 tonnellate di azoto e 5 di fosforo all’anno, provenienti dai 9.700 ettari coltivati a monte.

 
Nidi di Cormorani
Cormorano in volo
Cormorano

Una gita fuori porta perfetta per chi abita in Veneto, ma non solo! Per gli amanti del Birdwatching questo sarà come un parco divertimenti!

Il percorso che inizia in prossimità della casetta in legno del centro visitatori, dove un cartellone ne illustra la storia, si snoda ad anello e si può percorrere esclusivamente a piedi in un'oretta o poco più. Mentre si passeggia tra il verde, in una vegetazione rigogliosa fatta di canneti e moltissime altre piante, si ha modo di osservare un numero elevatissimo di specie di uccelli che volano leggeri da un albero ad un altro, mentre oziano o pescano nelle acque fangose: dal Martin Pescatore all'Airone cinerino, dai falchetti di laguna alle candide garzette, dai cormorani ai cavalieri d'Italia.. Non vi annoierete di certo!

Passeggiata nel verde di Cà di Mezzo

Consigliatissimo avere con sé un binocolo o un potente zoom fotografico per cogliere al meglio gli uccelli affaccendati nella loro quotidianità e nel loro habitat. E per tutto il tempo sarete accompagnati da un vero e proprio concerto! I vari canti di tutti gli abitanti dell'oasi vi sorprenderanno: a tratti assordanti, a volte incredibilmente strani, i suoni dei loro richiami è davvero senza pari, come mai avevo udito prima.

nido di folaga
Folaga
Ponticelli a Cà di Mezzo

Nell'Oasi di Cà di mezzo ci sono anche tre ponti di legno che ahimè sono completamente pericolanti e quindi chiusi al passaggio. Il che è un vero peccato! Attraversare l'oasi potendosi addentrare ancor più sarebbe stata la ciliegina sulla torta! Ma è comunque possibile passeggiare su di un argine che attraversa i laghetti a pieno contatto con la natura.

Cigno a pesca

Una coppia di cigni rallegrerà la vostra passeggiata, io ho visto il maschio a spasso a mangiare, mentre la femmina, nel nido, era intenta a covare le uova. Quindi affrettatevi.. Presto potrete vedere i piccoli! E poi ci sono le tartarughe che si scaldano al sole, anatre e paperelle di ogni tipo e anche grossi pesci.

Fiori rari a Cà di Mezzo

Particolari tipi di fiori qui hanno modo di crescere rigogliosi, tra cui alcune specie rare; tra tanti a me ha colpito questo, di cui non conosco il nome, che ha una forma davvero particolare.

Tutt'intorno ci sono distese colorate di rosso, viola e giallo, un habitat perfetto per ogni tipo di insetto, dalle api, alle coccinelle, alle farfalle e molte piante selvatiche e commestibili.

La località Cà di Mezzo, così chiamata poiché adagiata nel mezzo di due corsi d'acqua, è una zona rurale, dove campi coltivati intervallati qua e là da rustici casolari si estendono a vista d'occhio. Paesaggi modellati dalla mano dell’uomo e sospesi fra terra ed acqua sono il frutto di grandi e laboriose opere di bonifica, realizzate nel corso dei secoli per allontanare la presenza delle acque stagnanti e creare nuovi terreni dedicati alle coltivazioni.

Idrovora Santa Margherita

Per aggiungere una parte informativa sulla storia di come l'uomo da sempre cerca di dominare le acque di questa zona, non potete mancare una visita al Museo delle Idrovie di Santa Margherita. L'impianto idrovoro di Santa Margherita, un vero simbolo della bonifica che ha plasmato queste terre, è stato realizzato a fine Ottocento ed è ancor oggi perfettamente funzionante.

Purtroppo io l'ho trovato chiuso durante la mia gita fuori porta nel mio amato Veneto, ma lo conosco per averlo studiato un tempo a scuola; l'impianto che oggi è in grado di sollevare 13.500 litri al secondo è visitabile solo su appuntamento.

Corti Benedettine Correzzola

Imperdibile poi la deviazione fino a Correzzola, alle Corti Benedettine, un enorme complesso rurale, il più grande del Veneto, fondato nel medioevo dai monaci benedettini, che furono proprio i primi a darsi da fare per bonificare queste terre paludose ed insane.

Corti Benedettine Correzzola

La Corte Benedettina di Correzzola era composta da una serie di edifici nei quali vivevano i monaci e tutte quelle persone (artigiani, contadini, fabbri) che assicuravano, con la loro opera, la buona amministrazione di questa grande tenuta. Vi erano anche forni per il pane, cantine per la distillazione dell’acquavite, laboratori per la tessitura, stalle, pozzi, orti, giardini e una grande scuderia che poteva contenere fino a 100 cavalli.

La Vanezza Grande, del 1570, che si innalza sul lato sud con i suoi imponenti 15 archi, era proprio la stalla per il bestiame.

Corti Benedettine Correzzola Vanezza Grande

Attualmente una parte della Corte è proprietà del Comune ed ospita gli uffici amministrativi, mentre una parte è proprietà privata, trasformata nell' accogliente B&B ”La Corte”.

Questo luogo è stato per me davvero una piacevolissima scoperta, che devo ammettere non conoscevo proprio. Sorseggiare un caffè nei tavolini all'aperto del B&B e "curiosare" quel che resta di questo antico complesso è stato davvero un ottimo modo per concludere la trentina di km percorsi in bicicletta in questa splendida giornata.

Corti Benedettine Correzzola
Corti Benedettine Correzzola  ufficio Poste e Telecomunicazioni
Ufficio Poste e Telecomunicazioni a Correzzola

IL MIO CONSIGLIO:

Fate questa gita fuori porta in bicicletta: arrivate a Santa Margherita, visitate se possibile il Museo e poi raggiungete l'Oasi di Cà di Mezzo, da visitare a piedi; inforcate nuovamente le bici e percorrete l'argine in direzione Correzzola per raggiungere le Corti Benedettine. Unire le tre tappe è un modo per visitare in una giornata tante cose interessanti, associando una facile biciclettata ad una bella passeggiata nella natura, senza tralasciare la storia di questi luoghi. Noi siamo arrivati in auto fino a Codevigo e, scaricate le bici dal pick up, abbiamo percorso circa 30 km. Se non avete la possibilità di trasportare le vostre biciclette potete noleggiarle contattando RIDE TO BREATH, noleggio biciclette a Conche di Codevigo.



INFORMAZIONI UTILI


1) OASI CA DI MEZZO: SEMPRE APERTO, ENTRATA GRATUITA

CENTRO VISITE: da Aprile ad Ottobre 9.30-12.30/15.00-18.00. Nei mesi invernali solo al pomeriggio (14.30-17.30). Eccezione il mese di agosto, durante le festività natalizie e nel giorno di Pasqua. Apertura su richiesta per gruppi e scolaresche anche in altri giorni della settimana. Per info e contatti: https://www.legambientepiove.it


COME ARRIVARE: partendo dalla località Codevigo PD) seguite la direzione per Santa Margherita e Brenta d'Abbà e percorrete (preferibilmente in bicicletta) la strada sull'argine destro del Bacchiglione in direzione Chioggia/Civè.

COSA PORTARE: un binocolo per poter osservare al meglio le numerose specie di uccelli e assolutamente una macchina fotografica, meglio se con uno zoom potente.

Non ci sono bar o ristoranti nelle immediate vicinanze; potete organizzarvi con bibite e panini da consumare nei tavoli in legno posti in prossimità del centro visite. In alternativa potrete cercare ristoranti o agriturismi in zona. Io ho raggiunto Civè (altra bella biciclettata lungo l'argine) dove ho pranzato al pub CIVICO 31 , incontrando un gentilissimo gestore che ci ha improvvisato dei panini al volo.


2) MUSEO IDROVIA SANTA MARGHERITA: aperta solo durante "la settimana della bonifica", che si tiene la terza settimana di maggio, ad eccezione di quest'anno che è stata spostata all'ultima settimana di settembre a causa del Covid19.

Tuttavia potete scrivere una mail a comunicazione@consorziobacchiglione.it per poter organizzare la visita: la responsabile, molto gentile, mi ha confermato che possono pianificare l'apertura dell'impianto anche per piccoli gruppetti.


3) CORTE BENEDITTINA: l'accesso è gratuito, potete girovagare nei giardini ed ammirare dall'esterno gli edifici. Potete anche vedere il B&B e perché no, magari anche soggiornarvi.

Nell'ultimo week end di luglio va in scena la rievocazione medioevale denominata “Marciliana” per rivivere attraverso arti, mestieri e figuranti la storia dell'epoca in cui questo fantastico luogo era all'apice del suo splendore. Da non perdere!


Ti è piaciuto l'itinerario? Fammelo sapere cliccando il cuoricino in basso.

Alla prossima!

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