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Giovinazzo, il borgo marinaro tutto da scoprire!

Aggiornamento: mag 4

Devo ammetterlo, il paese di Giovinazzo io proprio non l'avevo mai sentito nominare, almeno fino a quando, cercando qualcosa vicino all'aeroporto di Bari dove trascorrere l'ultima notte del mio tour in Puglia, ho scoperto questo splendido borgo sull'Adriatico: piccolo, curato, delicato.

Il suo centro storico ricco di fascino, l'ospitalità dei suoi abitanti, l'ottima cucina e l'atmosfera che si respira ovunque, fanno di Giovinazzo un borgo tutto da scoprire.


Vi giungo nel tardo pomeriggio di un caldissimo giorno di inizio Luglio e mi dirigo direttamente al mio appartamentino "Piccola Pietra Bianca", nel pieno centro storico.

E' una meraviglia! Scavato nella pietra, piccolino ma equipaggiato di tutto. Dopo un caffè con la mia moka, esco subito a guardarmi attorno: l'affaccio diretto sulla chiesa di San Giovanni Battista mi fa capire di aver fatto centro!



Prima del tramonto voglio fare un bagno al mare e raggiungo la piccola spiaggetta di ciottoli che si trova a pochi passi. Mi immergo in questo mare trasparentissimo godendomi il calar del sole da questa posizione privilegiata. Lentamente il sole infuoca il cielo, andandosi a nascondere alle spalle del paese.


Mi dirigo verso le mura che circondano il centro storico, fatte edificare a protezione della città dall'Imperatore Traiano; sono bianchissime, di quella pietra tipica che rende Giovinazzo così particolare; una bella passeggiata arriva fino al Torrione aragonese, detto "il tamburo" per via della sua forma tondeggiante. Una passerella permette di compiere tutto il giro ed accedere alle viuzze del centro storico,


Il paese comincia ad accendersi, mentre rientro a casa per una doccia veloce, ma pronta a riuscire immediatamente.

Come dicevo, qui la protagonista assoluta è la pietra bianca, a quest'ora sapientemente illuminata con una luce gialla che la fa apparire fatata.

Le viuzze lastricate e i tanti archi mi guidano verso la cattedrale di Santa Maria Assunta, vanto della cittadina: costruita in stile romanico pugliese, con alcuni elementi normanni ed orientali, è stata edificata a partire dal XII secolo. Poco più in là, invece, la chiesa dello Spirito Santo, del 13oo, ha un particolare sistema di copertura che ricorda i trulli.

Uscendo dal centro storico mi avvicino a Piazza Vittorio Emanuele II dove i bimbi corrono in bici e la gente chiacchiera seduta nelle panchine. Nel mezzo la Fontana dei Tritoni, uno dei punti di riferimento per tutti i giovinazzesi e simbolo della città. Sullo sfondo invece si erge imponente la chiesa di San Domenico e a completare il tutto ..la luna!

E' bello girovagare senza fretta, osservare i passanti e lo scorrere della vita in un paese dove la gente sembra tutta così calma ..ma la fame comincia a farsi sentire Mi appare questo specchio e mi lascio guidare dalla curiosità!

Scopro un posticino fantastico, una delle migliori esperienze del viaggio in Puglia, l'Osteria San Domenico: si trova in un vicoletto chiuso, illuminato dalle lucine, intimo e romantico. Assaggio dei piatti deliziosi: le pettole, cortesia della casa (da veneta il nome mi fa davvero sorridere), la tempura di fiori di zucca ripieni di ricotta e un insalatina di mele, patate, grana e noci che ha un sapore unico e leggero. Il servizio cortese e la ricercatezza nei dettagli che caratterizza la tavola e il ristorante, sono ciò che hanno fatto la differenza. Con acqua e caffè il conto è di 18 euro.

Dopo questa appagante cena, la passeggiata continua fino al porticciolo e prosegue poi per le mura cittadine. Molto particolari sono le imposte alle finestre, tutte verdi.

Rientro a dormire nel mio appartamentino percorrendo Via San Domenico Maggiore, una via piena di ristorantini e localini carini.

Alle 7 e 30 del mattino sono già attiva mentre la città ancora dorme; dal porticciolo turistico, con le sue barchette colorate, percorrere il lungomare per qualche chilometro, ancor più sorpresa di quanto sia trasparente l'acqua in questo tratto di costa.


Riguadagno il centro storico nella speranza di trovare qualche negozietto aperto o vedere qualche artista che (mi hanno detto) si scorgono spesso intenti a dipingere. Ma è ancora troppo presto quindi approfitto per "curiosare" tra un'abitazione e l'altra, nei meravigliosi viottoli pieni di fiori.

Tante le tracce del passato in questa cittadina; l'Arco di Traiano, l'imperatore che ai tempi dei romani avrebbe fatto rinforzare la cinta difensiva, rappresenta ancor oggi una delle porte d'accesso al borgo.

Curiosa poi è la via più stretta : un tempo usata come scorciatoia per raggiungere il lato alle spalle del palazzo: ci si passa a malapena, una persona sovrappeso probabilmente avrebbe qualche problema!

E dei palazzi antichi ne parliamo? Palazzo del Marchese di Rende, il Palazzo Framarino dei Malatesta o Palazzo Saraceno, il Palazzo Ducale... ma non vi svelo altro, mi auguro che vi sia venuta già voglia di visitare Giovinazzo e che possiate scoprire voi stessi quanto di bello c'è qui.

Per me è arrivata l'ora di un ultimo tuffo in spiaggia prima di recuperare i bagagli e raggiungere l'aeroporto che dista solo una ventina di minuti. Mi sposto verso sud, fino a raggiungere un'altra piccola spiaggia, sempre di ciottoli per la maggior parte scuri. Sembra quasi che l'acqua non ci sia!

Lascio Giovinazzo, felice di aver scoperto questa meta poco battuta, dai ritmi lenti e dalle antiche tradizioni marinare. Non dimenticate di segnarvela come tappa quando passerete da queste parti!


Vi aspetto su GirovagandoconGio.com e sulle mie pagine Facebook e Instagram. Alla prossima gita!

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