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Gozo: cosa vedere nell'isola incantata di Malta

Gozo é un isola che mi ha stregato, comincio a credere che Calipso abbia fatto un incantesimo anche a me (visto che con Ulisse non le riuscì poi molto bene!).


Cosa ha reso il mio soggiorno indimenticabile? Oltre alla bellezza selvaggia dei suoi paesaggi, la risposta è il mezzo con cui ho scelto di visitarla, la bicicletta. Quando iniziai ad informarmi sugli spostamenti avevo capito che era necessario possedere la libertà di andare ovunque e l'e-bike mi offriva proprio questo. E mai scelta fu più azzeccata!

L'isola non è grandissima, si può girare con i mezzi pubblici (ma contrariamente all'isola di Malta, qui ve lo sconsiglio vivamente) oppure con uno dei moltissimi tour organizzati dall'isola maggiore. Si può noleggiare un auto, se si è almeno in due, oppure uno scooter, che vi risparmierà la fatica immensa di alcune salite davvero impegnative.

Ma la libertà di andare dove si vuole, con i propri ritmi, arrivare fino al mare, correre tra le saline, mettermi alla prova, è stata un'emozione unica.


Certo ci sono le salite... mamma mia... Pur con l' e-bike alcune mi hanno davvero messo alla prova! A ripesarci ora mi sembra impossibile essere riuscita ad arrivare in certi luoghi impervi e al contempo meravigliosi!


E poi vi svelo un segreto: è stata proprio quest'isola a farmi venir voglia di scrivere un blog di viaggi! Il logo di Girovagando con Gio è un immagine scattata a Gozo: le rocce dalle calde tonalità gialle, arancio, ocra e rosso che si stagliano sul cielo blu e il mare in lontananza, hanno fatto sbocciare in me la voglia irrefrenabile di trasmettere quelle sensazioni di libertà e scoperta che ho provato qui.

Una volta giunta al porto di Mgarr (con il ferry da Cirkewwa, località all'estremità nord di Malta) e impossessata della mia super bici a noleggio, inizia la mia avventurosa esplorazione dell'isola.

Come sempre mi sono studiata un itinerario di base, che puntualmente subirà mille variazioni a seconda di quello che mi attira di più, seguendo il mio cuore, ed infatti... non sono passati neanche 10 minuti di pedalate che finisco tra i campi!

Il panorama è davvero avvolgente in questa splendida giornata di sole dall'aria frizzantina.

Viaggiare leggeri, è d'obbligo: in uno zainetto sono riuscita a farci stare l'essenziale per 6 giorni, compresa l'immancabile moka con caffè annesso, un costume (siamo a febbraio, ma non si sa mai) e un piumino leggero. Mi sento invincibile, ho tutto ciò che desidero ..come si può spiegare questa sensazione?


Ma torniamo all'itinerario e alle splendide vedute di Gozo; dopo un caffè nella cittadina di Cala, tra i paesani che mi guardano stupita, raggiungo Nadur, un villaggio tradizionale contornato da verdi vallate coltivate e suggestive calette dai colori intensi.

Nel dirigermi a San Blas, la stradina diventa sempre più stretta e soprattutto sempre più ripida tant'è che ad un certo punto sono costretta ad abbandonare la bici lungo il percorso: la discesa è talmente in pendenza che penso sarà impossibile poi la risalita... è impegnativo anche scendere a piedi!

Ad attendermi c'è una baia meravigliosa: immergo i piedi in quest'acqua azzurra e verde, appagando gli occhi in questa pace incredibile. Risalgo il sentiero che si snoda tra fiori di mille colori, che metterebbe alla prova chiunque, credetemi e di nuovo in sella alla bici mi dirigo a Rambla Bay.

Questa spiaggia è davvero pazzesca, non a caso viene definita la più bella di Malta. La sabbia è di un colore arancio-rosso, il mare cristallino e trasparentissimo, un posto che difficilmente dimenticherò. Una baia molto ampia, che d'estate immagino strapiena di gente ma che oggi è davvero un incanto, con pochi turisti ed un mare che ..è impossibile non entrarci!

E poi c'è la ciliegina: attraverso un sentiero (o una strada impervia come nel mio caso) si raggiunge un posto ancor più incredibile, un punto panoramico dentro ad una grotta, Tal-Mixta Cave, con una finestra di roccia che si apre sull'intera baia e sulle campagne circostanti.

Mi spiace che la foto non renda, ma lo spettacolo è davvero unico nel suo genere!

E poi ricordiamoci che Rambla è indissolubilmente legata all'Odissea: pare infatti che qui, nell'altro versante della baia, ci sia la grotta di Calipso, quella in cui, secondo Omero, Ulisse rimase per ben 7 anni.


Sono ormai le 15, dopo tutta questa attività e queste emozioni è il momento di mangiare un boccone. Nel villaggio di Xaghra, nella piazza antistante la chiesa, trovo un ottimo bar-pasticceria che consiglio assolutamente! Gestito da calabresi, il Caffè Reale offre un menù di piatti veloci e ottimi frullati, ma a far la differenza sono i dolci da capogiro!


In questo paese, inoltre, si trovano i Templi di Ggantija, una delle più antiche testimonianze preistoriche, dichiarata patrimonio dell'Umanità dall'Unesco; si dice che le enormi pietre che costituiscono i templi siano state mosse proprio da dei Giganti. Io non l'ho visitato, ma ritengo sia una tappa imperdibile per gli appassionati di storia ed archeologia.

Quello che invece sono andata a vedere, è uno dei pochi mulini a vento superstiti dell’Arcipelago maltese, il Ta' Kola. Risalente al XVIII secolo, l'antico mulino è oggi adibito a museo del folclore ed espone utensili e oggetti utilizzati dal mugnaio, fra cui la conchiglia del tritone: il mugnaio vi ci soffiava all'interno per allertare i vicini quando il vento era sufficientemente forte per macinare il loro grano.

Beh, magari non andateci appositamente, a meno che non siate appassionati di mulini come me, ma se si capita in zona una visitina anche solo esternamente, potrebbe essere interessante.

Un'altra lunga pedalata mi porta nel centro dell'isola, a Victoria (o Rabat): l'antica capitale di Gozo è caratterizzata dalla Cittadella fortificata: un borgo incantevole con le sue vie tortuose e gli splendidi panorami che si godono dall'alto delle mura, la bella chiesa e i palazzi, il tutto avvolto da un' aurea giallo ocra, accesa ancor di più dalla luce del tardo pomeriggio,

In piazza Duomo, spicca l'imponente Cattedrale dell’Assunzione della Vergine Maria, fiancheggiata dalle due statue bronzee di Papa Pio IX e Papa Giovanni Paolo II; è possibile inoltre visitare vari Musei (di Archeologia, del Folklore e della Cattedrale) oltre alla Vecchia Prigione e alla Polveriera.


Con la batteria della bicicletta che ormai mi sta abbandonando è giunto il momento di cercare la casetta che ho prenotato a Xewkija che si trova a pochi chilometri da Victoria.

una bellissima strada di Gozo

Primo inghippo della giornata: a tre chilometri dalla mia destinazione la batteria mi abbandona. Avete mai provato a pedalare in salita con un mountain bike appesantita dalla batteria elettrica? E' da morireee!!! Stremata, incapace persino di proferire verbo, arrivo in quella che per qualche giorno sarà la mia casa.

The Red room: il mio letto sotto la finestra

Dar ta Sansun è stata un'altra rivelazione del viaggio. Un luogo incantato, dove i padroni di casa, una coppia davvero ben assortita, accolgono i loro ospiti in graziosisssime camere all'interno di un antico casolare, dai muri in pietra calcarea, splendidamente restaurato.

Un'atmosfera informale, familiare, multietnica, con la nonna spagnola arrivata per dare una mano (la figlia incinta, che probabilmente partorirà tra qualche ora viste le dimensioni della pancia, ha deciso di partorire in casa) e gli altri ospiti che vivono lì: chi di passaggio e chi si ferma anche per mesi, tra un corso d'inglese e sessioni di apicoltura.

Spiegare come ci si sente in questo angolo di mondo non è facile e credo non sia nemmeno per tutti. Condividere spazi con altre persone può essere sgradevole a volte, ma qui è come essere a casa propria; ognuno è in "faccende affacendato", sereno e libero, c'è chi inforna un dolce, chi fa il caffè (io ovviamente), chi si prepara un insalata, mentre il bambino gioca sul divano, la nonna chiacchiera amabilmente, qualcuno discute di api e il gatto si aggira indisturbato.

Dal patio si accede alla piccola piscina, con le galline che fanno l'uovo nel recinto proprio a lato. Una bella terrazza, raggiungibile grazie ad una scaletta a chiocciola in legno, offre un panorama da urlo; il bagno, nuovissimo, si chiude dietro a porte in legno colorate; le scale interne in pietra sono usurate dai passi di chi, da oltre 400 anni, percorre i suoi gradini. Tutto è permeato da un atmosfera calda, rustica e ricercata al tempo stesso: per me è semplicemente il posto perfetto!

Per cena mi muovo a piedi nel paesino che, non essendo particolarmente turistico non ha poi molto da offrire, in questa stagione poi probabilmente ancor meno; tuttavia io lo trovo bellissimo, illuminato di luce gialla e praticamente deserto.

L'unico locale aperto è il Tax-Xiber Pizzeria, un po' triste a dire il vero.: assaggio una delle specialità maltesi, i ravioli al pomodoro: senza sale e traboccanti di aglio immagino che, in quanto specialità gastronomica locale, in altri ristoranti saranno sicuramente più interessanti.

Stravolta dalla fatica vado a nanna nel mio bel lettone sotto l'arco.

Al mio risveglio, una vista spettacolare mi aspetta appena apro gli occhi: dal mio lettone attraverso la finestra, il paesaggio all'alba mi conquista e mi da l'energia giusta per affrontare tutto ciò che di bello ho in programma per oggi.

In sella alla mia bici, mi avvio verso Victoria, per vedere il centro storico: Piazza Indipendenza (It-Tokk) col suo mercato mattutino e la Basilica di San Giorgio, circondata da un groviglio di strette stradine e vicoli antichi ben curati.

Proseguo verso Garbo, per visitare la splendida Basilica di Ta' Pinu, una chiesa che si scorge da diversi punti dell'isola che da sempre è meta di pellegrinaggi. Maestosa, imponente, con un piazzale enorme ricco di mosaici che riflettono la luce del sole, all'interno custodisce la vecchia cappella originaria, esistente prima della costruzione della Basilica, e delle aree dedicate agli ex voto: una quantità inimmaginabile di frasi, quadri, foto, oggetti di ogni tipo (dal casco della moto alle stampelle) lasciate negli anni dai pellegrini come ringraziamento della grazia ricevuta.

Il viaggio continua, verso est, con una sosta al Ta'Dbiegi Crafts Village dove una manciata di piccole botteghe riassume il meglio dell' artigianato locale: vetro, pelle, ceramiche, pizzi, candele. Merita di farci un salto per fare acquisti e bere un caffè prima di proseguire verso San Lorenzo.

L'avvicinarsi del mare inizia a farsi sentire, sono elettrizzata quando mi si para davanti il panorama della Dwejra Bay: una natura aspra, selvaggia, al contempo calda, forte, intensa.

A sinistra la Dwejra Tower: molto interessante e ben restaurata, è un antica torre difensiva la cui visita gratuita (ma è bene lasciare un' offerta) offre uno spaccato di storia maltese e dei suoi assedi.

Di fronte, il mare si apre in tutta la sua maestosità, con le scogliere a picco sull'acqua blu cobalto e la Fungus Rock, uno sperone roccioso così chiamato per via della pianta speciale che pare avesse proprietà curative e medicamentose e che cresceva solo qui, Durante l’età dei Cavalieri di Malta, la zona era super-sorvegliata e chiunque venisse colto a rubarne un mucchietto veniva condannato a morte o ai lavori forzati a vita. Sono ancor visibili nella roccia i buchi dov'era ancorato un primitivo sistema di cesti e carrucole che servivamo a portare la pianta sull'isola maggiore.

A destra, a poche centinaia di metri, si trova lo splendido Inland Sea, una laguna di acqua marina collegata al mare attraverso un'apertura nella parete rocciosa: lo stretto arco naturale può essere percorso con un tour in barchetta: io ho il rammarico di non esserci andata, pensando fosse una cosa troppo turistica. Mi sono limitata a starmene lì ad osservare questo spettacolo, ma più tardi me ne sono pentita!

Arrampicandomi sulle scogliere, ho raggiunge un punto dove è possibile vedere la laguna dall'alto e le scogliere dalla parte opposta: un po' faticoso ma fattibile, assolutamente da non perdere: tutta la fatica verrà ripagata dalla vista incredibile che si gode da quassù.

Una volta scesa, camminando tra le rocce calcaree levigate dalla potenza delle onde, raggiungo il Blue Hole, un buco profondo negli abissi che sembra una piscina senza fondo. Attorno le rocce coralline sono ricoperte da alghe (o fiorellini, ancor bene non saprei) di un lilla/viola pazzesco! Nella foto, senza filtri come sempre, sono ricoperti dall'acqua che praticamente non si vede.

Blue Hole
 

Hai mai sentito parlare della Finestra Azzurra? Si trovava proprio qui: uno spettacolare arco di pietra alto 50 metri che ha fatto da sfondo a molteplici film e spot pubblicitari, crollato ahimè in seguito ad un violenta tempesta nel Marzo del 2017.

 

Tra strade tranquille che attraversano promontori e vallate, passando lungo campi coltivati e chiese isolate. in un continuo saliscendi contornato da muretti a secco, il mio viaggio riprende verso nord.

Kappella ta' San Dimitri

Ora è la volta di Wied Il-Mielaħ, uno spettacolare arco in pietra, che si trova alla fine della vallata omonima. Viene definita come la sorella minore della più famosa finestra azzurra, il che fa pensare a quanto questa dovesse essere imponente prima che crollasse.

Wied il-Mielaħ Window

Prendetevi il tempo di ammirare quest'opera d'arte naturale, prima dall'alto e poi scendendo giù, lungo la scaletta in legno sul fianco della scogliera.

Mentre ero qui ho incontrato solo due persone ed entrambe sono stati due incontri piacevoli che vi voglio raccontare.

Una ragazza solitaria come me in giro in e-bike (il che mi ha rinfrancato: non essere l'unica pazza a girare tutta Gozo in bici mi ha dato coraggio) mi si avvicina e mi chiede informazioni sul mio giro. Col mio inglese stentato gli faccio vedere tutto ciò che ho fatto in un giorno e mezzo e ringraziandomi ha deciso di percorrerlo esattamente al contrario. Che bello fare questa cosa anche dal vivo! Aiutare gli altri e dare consigli è proprio ciò che adoro.

E poi un signore che mi ha riconosciuto dal giorno prima. Mi si avvicina e mi dice: "Ma tu eri al Caffe Reale ieri? Ti ho notata per il sorriso che avevi mentre ti guardavi intorno. Sembra proprio che ti piaccia la nostra isola". Ecco..io l'ho abbracciato. E' esattamente la definizione che ho dato al mio blog: la ViagGIOiosa. Saper vivere con gioia tutto ciò che vedo, è quello che mi rende una viaggiatrice col sorriso.


Ora però il percorso si fa serio: sarebbe stato troppo semplice seguire la strada asfaltata per un esploratrice come me, no? Costeggiando il mare, intraprendo un sentiero, a malapena tracciato (da chi è passato a piedi prima di me, chissà quando) e dopo qualche punto davvero impegnativo, eccomi nel posto più meraviglioso che abbia mai visto!

Il contrasto dei colori, il gioco del sole sulle rocce frastagliate, le formazioni erose dal vento.. sono rapita da ciò che madre natura è riuscita a creare qui. Mi aggiro con la bicicletta in questo terreno impervio ma affascinante, gioco con le pietre costruendo castelli, mi diverto a fotografare ogni meraviglioso angolo, finché non raggiungo un altra perla, Wied il-Għasri, un insenatura nelle pareti calcaree dove il mare cristallino si fa largo col suo fondale che degrada dolcemente.

L'acqua è freddissima, siamo solo in 6 persone, un luogo incantato. Vengo colpita da una giovane coppia che ha deciso di fare un romantico e alternativo pick nick tra le rocce: si sono portati una piccola griglia, hanno acceso un fuoco tra gli anfratti sospesi nella roccia e stanno cucinando un pesciolino, pescato da lui in queste acque cristalline. Che bello l'amore! E ancor di più quando è condito da cose semplici e originali!

Proseguendo oltre la costa è intervallata di saline: un susseguirsi di vasche scavate direttamente nella roccia sulle scogliere fino a Xwejni e poi ancora, e ancora, fino a Marsalforn.

Sin dai tempi dei romani il sale è stato alla base dei commerci in tutto il mediterraneo, usato anche come forma di valuta. Si dice, tra l'altro che il sale maltese sia tra i migliori in termini di gusto e qualità, in quanto viene raccolto direttamente dalle saline e in breve tempo si trova sulle tavole, senza subire alcun tipo di lavorazione.

Queste vasche scolpite creano una sorta di paesaggio quasi lunare, dove il cielo si riflette nelle piccole vasche, una scacchiera che invita a farsi fotografare.

Alle spalle, nelle cavità ricavate dalle rocce, quelli che una volta venivano usati come depositi del sale raccolto creano un paesaggio davvero particolare. In luglio e agosto, in alcune di queste saline ancora attive, viene raccolto il sale, rigorosamente a mano con il solo ausilio di piccole pale e poi venduto in piccoli sacchettini sulle bancarelle lungo la strada.

E' stato divertente girare con la bicicletta tra piscine, anfratti, saline e rocce dalle mille forme e colori; ogni angolo un panorama diverso, con il sole che ancora scalda la pelle e la brezza marina che scompiglia i capelli.

Xwejni Rock

Mi gusto un caffè e una torta al limone in un simpatico baretto nella baia azzurra di Xwejni, la cui acqua, anche a quest'ora del tardo pomeriggio, rivela dei colori pazzeschi.

Dietro al promontorio ecco Marsalforn: pedalo a zonzo per il lungomare che è ricco di alberghi e locali, ora semi deserti; meta di turismo locale un po' tutto l'anno, d'estate si anima con l'arrivo dei turisti che si riversano copiosi a visitare le vicine saline.


Riguadagnando la strada del rientro, attraverso una fertile vallata coltivata, attorniata da basse colline, vengo attratta dalla statua del Salvatore: un po' alla Brasiliana, la statua enorme domina il paesaggio circostante.

Taglio tutta l'isola fino a sud, dove ho un appuntamento importante: il tramonto sulle imponenti scogliere Ta Cenc.

Su una sorta di altipiano costellato di bassa vegetazione, mi addentro per il sentiero fino a raggiungere l'orlo del precipizio per accomodarmi ed osservare il sole che tramonta. Purtroppo il cielo è coperto e i colori non sono come immaginavo, ma lo lo scenario è davvero incredibile, con le pareti di bianco calcare che si innalzano per 130 metri dal blu del mare.

Ta cenc Cliffs

Ormai si è fatto buio, con l'ultima energia che mi rimane raggiungo il centro del paesello di Xeuchia, con la sua famosissima chiesa, La Rotonda, che poi è quello splendore che vedo anche dalla mai finestra sul letto. La sera si illumina d'oro, come un miraggio che si staglia nel nero della notte ed è visibile da quasi tutta l'isola da quanto è imponente.

Ceno in un locale situato proprio davanti, La Rotonda Cafè Bar: in un ambiente amichevole e con del personale straordinario e molto disponibile, si è rivelata la miglior cena di tutta la vacanza! 10 e lode al piatto di Bragioli, degli involtini di carne brasati nel vino, ripieni di carne, capperi, uova, bacon e formaggio. Con contorno di verdure e patate, acqua e caffè, 14.30 euro. Top!

Bragioli

Il mattino successivo, il cielo non promette nulla di buono: grandi nuvoloni neri coprono il cielo, ma io ho ancora del tempo prima di rendere la bicicletta. Mi dirigo a sud verso Mġarr ix-Xini attraverso stradine meravigliose che offrono panorami davvero suggestivi.

Rientrando verso Mgarr, mi allungo a Ghajnsielem per visitarne la chiesa e dove mi imbatto per puro caso in uno strano posto, una sorta di "presepe a grandezza naturale", con capanne, pecore e artigiani. Non avevo la più pallida idea di cosa fosse, ho scoperto solo in seguito che è la ricostruzione (molto fedele, aggiungo) del villaggio di Betlemme e che nel periodo natalizio diventa davvero un presepio vivente. Consiglio assolutamente di fare un giretto qui, soprattutto se si hanno dei bimbi.


E' giunto il momento di separami dalla mia fidata bicicletta, compagna di avventure in questa terra meravigliosa: un'esperienza che non dimenticherò MAI, che mi ha permesso di vivere appieno quest' isolotto del mediterraneo davvero unico.


Sta piovendo e io che faccio? Un fuori programma mi porta a visitare un'altra perla dell'arcipelago maltese "in versione uggiosa". Leggi qui il mio racconto sull'isola di Comino.



Ti è piaciuta la mia esperienza? Fammi sapere cosa ne pensi!

Ti aspetto per altre avventure su Girovagando con Gio, storie di una ViagGIOiosa alla scoperta ..di splendidi angoli di mondo.




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